la Caporetto dell’amministrazione de Magistris

settembre 26, 2018 | blog | di Valeria | 0 Commenti

La sospensione dei buoni mensa per i dipendenti comunali decisa dal Comune di #Napoli è soltanto l’ultimo dei segnali della Caporetto a cui è giunta l’amministrazione targata De Magistris.
Lo sfascio organizzativo della macchina comunale in effetti è iniziato anni fa: con la rinuncia a indire il concorso per immettere nuovi dirigenti di ruolo a favore di quelli a contratto e di staff, con la nomina di ex staffisti al vertice delle aziende partecipate (che poi hanno portato quasi tutte i libri in tribunale), con la creazione di un “sindacato giallo” collaterale agli arancioni, che ha determinato un clima odioso di favoritismi demotivando il nucleo di dipendenti maggiormente votato al servizio per la città, a cominciare dai Vigili Urbani per arrivare alle Assistenti Sociali.
Il #baratro finanziario in cui De Magistris in sette anni ha precipitato la città ha fatto il resto, determinando l’impossibilità a procedere al turn over del personale che in pochi anni è passato da circa 10mila a 6mila dipendenti, con interi uffici, anche essenziali come quelli anagrafici, costretti a chiudere, iniziando – s’intende – dalle Municipalità di colore politico diverso da quello del sindaco (dettaglio particolarmente squallido, che la dice lunga anche sullo stile di quello che dovrebbe essere il Primo cittadino di Napoli).
Poi è toccato al #welfare, con l’abbandono di decine di interventi – dai minori ai disabili agli anziani – che avevano fatto del Comune di Napoli il fiore all’occhiello delle politiche socio-assistenziali nel Mezzogiorno.
Poi lo “schiacciasassi” di De Magistris è passato ai trasporti pubblici con il sostanziale fallimento delle due aziende – Anm e Ctp – che assicuravano il trasporto su gomma in un’area metropolitana di tre milioni di abitanti: di fatto da almeno tre anni i napoletani non possono più sperare nell’arrivo di un autobus alle fermate, diventate niente più che un elemento di arredo urbano.
Infine, da almeno dieci mesi, è toccato ai #rifiuti: l’ultimo baluardo della propaganda “rivoluzionaria” del sindaco arancione è miseramente crollato sotto i colpi di una vera e propria “emergenza strisciante” che non esplode soltanto grazie alla grande pattumiera in cui è stata trasformata Napoli Est, costretta ad accogliere tonnellate di spazzatura in attesa di smaltimento nell’inceneritore di Acerra, passato repentinamente da bersaglio ideologico di De Magistris a sua salvezza.
Incredibilmente, i fedelissimi del sindaco – sempre meno col passare dei giorni – si permettono ancora di attribuire al governo o alla magistratura contabile, quando non alla FMI e ai marziani, il #fallimento finanziario e amministrativo dell’amministrazione comunale. Persino la mancata erogazione dei buoni mensa sarebbe colpa della Corte dei Conti che non li annovererebbe tra le spese obbligatorie.
Si tratta di una miserabile menzogna.
Già a ottobre dello scorso anno la giunta de Magistris decretò il #bloccodella spesa non obbligatoria per legge a seguito di una delle tante censure della Corte dei Conti, e di blocco dei buoni mensa in quella occasione non si parlò neppure.
Delle due l’una: o nel 2017 la giunta violò la legge continuando ad erogare i buoni pasto ai dipendenti, o adesso ha assunto una decisione del tutto arbitraria, gettando come sempre la croce addosso ai lavoratori meno tutelati, per i quali i ticket rappresentano il 15% della retribuzione, e le responsabilità addosso ad altre istituzioni.
La #verità è che Luigi De Magistris è alla frutta. La sua pervicacia nel resistere in una funzione per la quale si è dimostrato totalmente inadeguato sta producendo guasti e danni profondi, incalcolabili alla città.
Prima si deciderà a sgomberare il campo e prima sarà meglio per tutti i napoletani.

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