Sul ddl Pillon da donna e ancor prima da mamma dico semplicemente e convintamente NO.

settembre 11, 2018 | blog | di Valeria | 0 Commenti

Ieri è iniziata in Commissione Giustizia al Senato la discussione sul disegno di legge del senatore Pillon della Lega sull’affido condiviso dei figli minorenni.

La novità fantasiosa, e purtroppo anche molto pericolosa, è che anziché tutelare l’interesse dei figli, come dovrebbe essere, questo provvedimento ne fa uno strumento di battaglia tra padre e madre. Se c’è un punto condiviso in questo campo è che l’interesse del figlio, bambino o adolescente che sia, non può venire tutelato da una formula unica per tutti i casi. I bambini, la loro tranquillità e la loro serenità devono venire prima di qualsiasi altro interesse in gioco.

E invece questo disegno di legge rischia di diventare un provvedimento contro i figli dei genitori separati. Si pensa, infatti, di poter dare a tutti i casi la stessa soluzione. Si applica, quasi ossessivamente, il principio dell’equilibrio tra i due genitori separati rischiando di far pagare il prezzo più alto proprio ai bambini. Questa proposta sembra pensata per riconoscere le rivendicazioni di padri insoddisfatti dell’attuale disciplina e mette in secondo piano l’interesse, il benessere e l’equilibrio dei bambini figli di separati.

In più nel testo si prevede il taglio dell’assegno di mantenimento, che oggi è uno strumento di sostegno per molte madri in difficoltà. Con il risultato che per molte madri, che hanno rinunciato a lavorare o senza lavoro stabile, verrà meno la possibilità di separarsi perché non potranno mantenere da sole il loro figlio. Altro che equilibrio!

Sembra insomma un disegno di legge contro le madri ma sopratutto contro i figli.

Tra le altre novità, come se non bastasse, la proposta prevede, nel caso di separati con figli, di introdurre la mediazione familiare in modo obbligatorio, appesantendo e rendendo più gravoso per tutti il già lungo e difficile percorso della separazione.

Infine, l’aspetto più pericoloso di questo disegno di legge è l’introduzione nel codice civile della sindrome dell’alienazione parentale, priva di alcun fondamento scientifico, quale elemento sul quale fondare, anche in assenza di condotte negative specifiche della madre, provvedimenti di protezione, fino all’allontanamento dal figlio e dai luoghi da lui frequentati.

Convinti che si tratta di un disegno di legge miope, capace solo di rendere la vita di molte madri e dei loro figli un vero e proprio inferno, come Partito Democratico ci opporremo con tutte le nostre forze in Parlamento e fuori, a tale scempio. Lo faremo in accordo e sinergia con tante associazioni, con gli operatori e le operatrici che da anni dedicano la loro vita a questo tema e che in queste ore stanno alzando la loro voce.

Da donna e ancor prima da mamma dico semplicemente e convintamente NO.

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