Vele e Scampia: un successo di cui il Comune non può fregiarsi

gennaio 16, 2019 | blog | di Valeria | 0 Commenti

Mi ha colpito negli ultimi giorni l’annuncio da parte del sindaco de Magistris dell’abbattimento della Vela verde, con il quale dovrebbe entrare finalmente nella sua fase decisiva il complessivo programma di riqualificazione di Scampia. Mi ha colpito per due motivi: il primo è che il primo cittadino di Napoli ha del tutto taciuto il fondamentale contributo dei governi a guida Pd e della Regione Campania per raggiungere questo obiettivo; il secondo è che ha omesso un ritardo di due anni sulla tabella di marcia, visto che aveva annunciato l’abbattimento della prima Vela già nel 2017. Non è un caso.
Il ritardo, infatti si inquadra in maniera drammatica ma, ahimè, coerente in una gestione irresponsabile e disastrosa dell’edilizia popolare da parte della giunta de Magistris, che è la vera questione sul tavolo. Un problema che non potrà essere risolto dall’abbattimento delle Vele, del quale si vorrebbe fare un vessillo. La realtà dei fatti è che il Comune non ha mai dato seguito al bando per l’assegnazione degli alloggi del lontano 2011, con il quale oltre 18 mila cittadini bisognosi avevano fatto richiesta di assegnazione, e ha persino cancellato di fatto la vecchia graduatoria del 1995, che è stata per vent’anni l’unico riferimento legale per procedere alle assegnazioni. Ad essere paralizzata e poco trasparente è tutta la gestione del patrimonio residenziale pubblico, che riguarda la vita di migliaia di famiglie prevalentemente concentrate negli insediamenti Erp dei quartieri periferici. La manutenzione è inesistente, per non parlare della lotta agli abusivi, stimati in almeno 4 mila, tra i quali la fanno da padroni i clan camorristici.
Tutti gli sforzi della giunta si sono in realtà concentrati su come sanare le occupazioni abusive, avvenute prevalentemente nel centro storico ad opera di comitati collaterali all’amministrazione. Un processo avviato con una delibera approvata la vigilia del capodanno 2014, con la quale la giunta introdusse di fatto un procedimento di assegnazione degli immobili con finalità abitative parallelo a quello ordinario, avviando la regolarizzazione degli occupanti e stanziando fondi per la loro ristrutturazione. Il nuovo assessore alla casa (l’ennesimo) ha annunciato proprio nei giorni scorsi novità in questo delicatissimo settore. Vedremo. Soprattutto c’è da sperare che l’amministrazione cambi il metodo, chiamando i rappresentanti degli inquilini a un confronto trasparente.
Ma tornando alle Vele, va rilevato che de Magistris, per corrispondere alle aspettative alimentate in modo irresponsabile in campagna elettorale, ha dovuto operare più di una forzatura amministrativa.
A partire dal 2016, infatti, sono stati emanati una serie di bandi speciali per assegnare le case anche a soggetti che avevano occupato da pochi mesi un alloggio nelle Vele e, in alcuni casi, non in possesso dei requisiti morali (assenza di precedenti penali, di procedure per reati associativi) che il Comune di Napoli ha invece sempre considerato requisito indispensabile. Nel frattempo, mentre si assegnavano immobili del patrimonio pubblico a soggetti coinvolti in gravi procedimenti giudiziari, a poche decine di metri di distanza il Comune inviava ingiunzioni di pagamento per centinaia di migliaia di euro a realtà come la società sportiva di Gianni Maddaloni, che ha fatto dell’impegno anticamorra e del recupero dei giovani di Scampia la sua missione di vita. Per de Magistris quelli che lui chiama “beni comuni” sono soltanto quelli occupati abusivamente per cui viene concesso il condono targato Dema, gli altri si arrangino. Dunque usare le Vele come vessillo di una amministrazione efficiente ed efficace sulla gestione dell’edilizia residenziale pubblica appare troppo anche per De Magistris. È semplicemente un racconto fuori dalla realtà delle cose. Il bilancio complessivo, dopo otto anni di governo, è a dir poco fallimentare. Noi ci auguriamo che per Scampia questo sia davvero un nuovo inizio, ampiamente meritato dai suoi cittadini. Ma sul resto la giunta de Magistris, ha tutto da farsi perdonare. Sarebbe ora solo di riconoscere le proprie responsabilità e impegnarsi, per quel poco di credibilità che gli resta, a cambiare radicalmente rotta.

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